Ferrara: Stalking nei confronti della ex compagna, l'ammonimento del Questore che ripete: "Denunciate!"

2' di lettura 19/08/2020 - Il provvedimento dell’Ammonimento, come misura di prevenzione, pone ancora una volta un qualificato freno agli atti persecutori.

La donna riferiva che, dopo una felice convivenza con un ultracinquantenne, aveva deciso nel dicembre 2019 di interrompere il loro rapporto oramai logorato dalle continue discussioni per futili motivi.

L’uomo, non rassegnato, iniziava a pedinarla e a porre in essere atteggiamenti molesti e inopportuni come farle trovare nei pressi delle pertinenze della propria abitazione oggetti rotti, che la stessa gli aveva regalato durante la loro frequentazione, come segno di disprezzo, o trovarsi per ben tre volte, uscendo dalla discoteca che è solita frequentare il sabato sera, le gomme della vettura tagliate e la carrozzeria dell’auto rigata.

Cominciava per la vittima un doloroso periodo di perdurante e grave stato di ansia, paura e timore per la propria incolumità, costretta a muoversi in compagnia per paura di incontrare il suo ex compagno.

La Divisione Polizia Anticrimine della Questura iniziava gli accertamenti finalizzati a riscontrare oggettivamente le dichiarazioni della parte offesa.

Al termine dell’attività istruttoria, il Questore emetteva il provvedimento dell’“Ammonimento”, intimando allo stalker di interrompere ogni comportamento e atti che possono mettere in pericolo l’incolumità o la sicurezza fisica o psicologica della donna, informandolo sui centri di recupero e i servizi sociali disponibili sul territorio in modo tale da favorire, di fatto, un suo pieno recupero.

Nelle ipotesi di stalking, la violazione dell’Ammonimento comporta l’avvio di un procedimento penale d’ufficio e la pena è aumentata.

L’APP YOUPOL, realizzata dalla Polizia di Stato per segnalare episodi di spaccio e bullismo, viene estesa anche ai reati di violenza che si consumano tra le mura domestiche.

L'estensione dell'applicazione a questo tipo di reati è un ulteriore passo in avanti per affrontare fenomeni che richiedono un deciso cambiamento culturale.

L’app è caratterizzata dalla possibilità di trasmettere in tempo reale messaggi ed immagini agli operatori della Polizia di Stato; le segnalazioni sono automaticamente georeferenziate, ma è possibile per l’utente modificare il luogo dove sono avvenuti i fatti, così come chiamare direttamente la sala operativa 113 della Questura.

Per chi non vuole registrarsi fornendo i propri dati, è prevista la possibilità di fare segnalazioni in forma anonima.

Anche chi è stato testimone diretto o indiretto - per esempio i vicini di casa - può denunciare il fatto all’autorità di polizia, inviando un messaggio anche con foto e video.

L’appello che il Questore Capocasa ripete come un mantra: “Rompete l’isolamento e la vergogna. Uscite dal silenzio. Denunciate.”






Questo è un articolo pubblicato il 19-08-2020 alle 15:27 sul giornale del 20 agosto 2020 - 180 letture

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