Faenza: Confiscati 2 immobili nei confronti di un imprenditore tessile di nazionalità cinese che ha patteggiato la pena per frode fiscale

2' di lettura 05/10/2021 - I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ravenna, hanno dato esecuzione alla sentenza con la quale il Giudice monocratico del Tribunale di Ravenna, su richiesta delle parti, ha disposto l’applicazione della pena condizionalmente sospesa di anni 1 e mesi 8 di reclusione e la confisca dei beni fino alla concorrenza del valore di 619.000 euro, pari al profitto della contestata evasione fiscale, nei confronti di un imprenditore di nazionalità cinese operante in Faenza nel settore della confezione di capi di abbigliamento.

Il provvedimento di condanna ora eseguito è stato adottato sulla scorta delle risultanze di una verifica fiscale svolta nel 2019 dai militari della Compagnia di Faenza che ha consentito di constatare come l’imprenditore avesse annotato in contabilità, e successivamente indicato nelle dichiarazioni fiscali presentate per gli anni 2016, 2017 e 2018, costi certificati da fatture false con conseguente evasione di imposte per complessivi 619.509,17 euro di cui IRES per 403.831,85 euro ed IVA per 215.677,32 euro.

Dall’attività ispettiva è poi scaturita la segnalazione all’Agenzia delle Entrate per il recupero delle somme non versate all’erario, nonché la denuncia del titolare della ditta alla Procura della Repubblica di Ravenna per il reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti. Il relativo procedimento penale si è ora concluso con il patteggiamento della pena da parte dell’imputato e, atteso che lo stesso in questi anni non aveva ancora provveduto a ripianare il suo debito tributario, con la confisca dei beni nella sua disponibilità per la parte pari all’accertato profitto del reato. Sono stati così confiscati un appartamento e un garage intestati al condannato, a ristoro del danno sociale connesso all’evasione subito allora dalla collettività.

Anche l’odierno provvedimento testimonia l’efficacia dell’azione repressiva svolta dalla Guardia di Finanza nella duplice veste di polizia tributaria amministrativa e quindi di polizia giudiziaria nel caso delle forme più insidiose e gravi di evasione, non solo nella fase di individuazione delle imprese che operano in violazione degli obblighi fiscali, ma anche nella successiva fase della riscossione coattiva delle somme illecitamente accumulate quali profitti dell’evasione accertata.

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Questo è un articolo pubblicato il 05-10-2021 alle 14:10 sul giornale del 06 ottobre 2021 - 166 letture

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